I BAMBOCCIONI – MAMA IM COMIN’HOME

Ormai l’italia sembra essere diventata un paese di imbelli.
A giudicare dai vari articoli che in questo ultimo periodo compaiono in ogni varia testata giornalistica sembrerebbe che i “bamboccioni”, così sono stati intitolati dal ministro brunetta tutti i ragazzi che dai 18 anni “non liberano casa e non trovano lavoro”, sono un “fenomeno” diffuso.
Un popolo, quello dei 18 ai 34 anni, che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.
Queste vicende sono tornate alla ribalta dopo che un altro padre è stato costretto dalla legge a pagare il mantenimento della figlia trentenne fuori corso all’università e senza lavoro.
Sembra uno scherzo ma è una delle pure e semplici facce della crisi economica mondiale che da tempo affligge la nostra cara Italia da terzo mondo.

Dall’art. “FIGLI E BAMBOCCIONI D’EUROPA ECCO A CHE Età SE NE VANNO DI CASA” della repubblica si deduce che solo la spagna compete con l’italia x l’alta percentuale di figli tra i 20 e 30 anni che decidono di restare in famiglia, a seguire la francia con il 35%, l’inghilterra con il 28% e la svezia con solo il 18%.
A dare queste differenze questi paesi sono soprattutto il sistema di welfare1, il livello e la durata degli studi e i modelli e sistemi familiari.

Italia , spagna e irlanda presentano cifre molto simili pur partendo da situazione economiche e welfare molto differenti: la cosa che piu va vicina ad accomunarli è la religione, in prevalenza cattolica, che vede il matrimonio come il principale motivo x allontanarsi da casa.

Alexandre helluy amministratore di cafebel2 ha verificato che ”molto dipende dalla durata degli studi che in francia è assai più breve e in germania e in italia è molto lunga. I nostri colleghi italiani lasciano la famiglia x andare a vivere con la fidanzata mentre sia in francia che in Inghilterra è normale affittare un piccolo monolocale o coabitare con altri studenti”.

Secondo Mauela Olagnero e Paola Torrioni è un fatto di ragione economiche e sociali.” In italia, come in spagna e grecia, gran parte del welfare è affidato alle famiglie e gran parte delle famiglie non possono permettersi di sostenere le spese di un figlio fuori casa.
Altrove, come nel nord Europa, dove le borse di studio vengono assegnare in modo più ampio e con criteri diversi e dove esiste un vero welfare per i giovani è considerato anomalo che un ragazzo resti in famiglia”.

Dai dati dell’Isae(istituto di studi e analisi economica) si conferma la tesi che un reddito autonomo e un lavoro precario o a tempo parziale sia alla base di scelta per lasciare la casa di mamma e papà.

L’istat invece tira fuori una serie di percentuali:
-I motivi per cui i giovani lasciano casa:il matrimonio al primo posto posto con il 43.7%, esigenze di autonomia al secondo posto con il 28%.
-Le ragioni per restare da mamma e papà sono: in famiglia si sta bene e si ha ugualmente la propria libertà con il 44.8%, ista ancora studiando ben il 23%.

Ma davvero ai giovani d’oggi piace essere mantenuti fino ai 40 anni dai propri genitori?
Secondo Repubblica “l’aumento dei ragazzi che restano in famiglia è accompagnato dal decremento (dal 47,7 al 46,7 per cento) dei giovani che hanno la fortuna di potersi definire “occupati” e poter contare su uno stipendio e, dal parallelo incremento, pari a due punti percentuali, di coloro che si definiscono in “cerca di occupazione”.
Almeno stando ai numeri, i giovani non sono affetti da “mammismo acuto” bensì dall’impossibilità di sostenersi.
Nessuno parla di costo della vita, nessuno si occupa di dire la verità sulla nostra italia che se ne va al macello.
I giovani casalingo-stanziali sono solo la punta dell’iceberg, non è che non sono capaci di sostenersi è che ormai avere un lavoro in italia è diventata pura grazia clericale, non è che non se ne vogliono andare è che andarsene oggi significa finire in mezzo alla strada.
Non è che non vorrebbero vincere il winforlife è che c’è una possibilità su 3,5 milioni.
Nessuno parla di paghette, i soldi che da tempi immemori vengono consegnati come un vitalizio dai genitori ai figli, mettiamo una media molto alta di 50 euro a settimana, da questi sottraiamo già i 10 euro settimanali per l’abbonamento dell’autobus e 10 euro per la benzina del motorino, poi ancora togliamo la colazione di due euro al giorno per cinque giorni cioè altri 10 euro, togliamo ancora 10 euro per il cellulare, per il sabato e la domenica ci restano 10 euro e considerando che un biglietto per il cinema costa 7 euro e 50 e che una pizza margherita mediamente costa 4 euro e 50 già i soldi non bastano e il giovane deve andare a debito dai genitori.
Ma forse il ministro che prende 450.000 euro l’anno questo problema non lo avverte.
Lui ha l’auto blu e i voli nazionali privati, a spese anche del giovane che non lavora.
Da un libro pubblicato da Blini dal titolo”Mamma mia” si considera la mamma la causa per cui i figli decidono di stare a casa senza più riuscire a togliere le radici da casa.
Per i nostri nonni era prassi comune vivere e convivere da sposati in casa dei genitori con nonni e parenti e affini, costruire adiacenti e vivere in famiglie allargate di dieci o venti persone.
Oggi è un caso sociale dare alla luce un figlio.

Il ministro Brunetta ha deciso, dopo il caso della trentenne che deve essere mantenuta dal padre, di fare una proposta di legge per obbligare i figli a lasciare il tetto materno a 18 anni. Ne sono nate molte polemiche tra cui anche quella del ministro Calderoli, quello che sarà ministro per tutta la vita, che invita Brunetta a fare qualcosa di costruttivo perchè ai ragazzi italiani serve il lavoro e non norme inutili.
Molti si domandano se è una farsa alla beautiful per sviare l’attenzione della gente anche perche appartengono alla stessa coalizione, e non si capisce come uno non sapesse delle idee dell’altro o è un modo come un altro per dare respiro alla crisi del mattone.

I genitori invece rimirano all’uscio la pensione che non arriva mai, devono continuare a mantenere i figli e vedere i propri risparmi diventare sempre meno. Ecco perche tutti questi suicidi.
La questione non sta negli studi o nel welfare.
La questione sta nell’avere voglia di fare.
Al giorno d’oggi i giovani non sono tutti pigri, è che non ci sono più stimoli per i giovani, incatenati dal sistema mediatico che relega le menti di ognuno all’interno di una rete di imbecillità. Non c’e speranza nella mente e nel mondo dei giovani.
Quanto legge uno studente oggi e quanto leggeva ieri, quanto guarda la televisione uno studente oggi e quanto la guardava ieri sono domande senza senso.

Fare i bamboccioni è certamente stato per molto tempo e per molti giovani una semplice comodità che permette ai figli di prendersi gioco dei propri genitori e di vivere in un limbo di divertimento ma è anche la pura, semplice e triste conseguenza dell’era degli stupidi.
Un problema di così bassa statura per manipolare la coscienza collettiva o la materializzazione vocale di incubo notturno del ministro Brunetta.
La risposta è nella tua mente. Adoperala. V.M.

~ di ilbioss su febbraio 9, 2010.

Una Risposta to “I BAMBOCCIONI – MAMA IM COMIN’HOME”

  1. Una volta si usciva di casa prima perchè ci si trovava a lavorare presto e a raggiungere un’indipendenza economica altrettanto presto; inoltre non c’erano tutte le distrazioni e svaghi che ci sono oggi, quindi i soldi era più facile tenerseli stretti per poterli investire in qualcosa di concreto. Spesso poi, il lavoro che ci si trovava er stabile e lo stipendio accettabile. Oggi che succede? Oggi, anche ammettendo di trovare lavoro usciti dalle superiori, non si può essere certi della stabilità dell’impiego trovato e, soprattutto, se si fa un lavoro a progetto, lo stipendio non garantisce di far fronte a tutte le spese…
    Fosse per me andrei fuori di casa anche subito, ma studiando solamente, come mi mantengo? e se proseguissi con ciò che ho studiato, in ogni caso non potrei permettermi una casa…Dare un incentivo per uscire di casa prima non serve, bisogna cambiare il mondo lavorativo e dell’impiego se si vuole incentivare un giovane a farsi prima dei 30 anni una vita sua!

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