Foto e frequentazioni su Facebook “bruciato” il capo dei servizi segreti britannici

LONDRA – Il capo del servizio segreto britannico non ha più segreti. Sembra una battuta, ma è la verità: di sir John Sawers, appena nominato capo dell’MI6, il servizio di spionaggio di Sua Maestà, si sa tutto, o quasi. Dove vive, dove lavora, come passa le vacanze, che faccia hanno e dove vanno a scuola i suoi tre figli, come trascorre il tempo libero la sua famiglia, chi sono i loro amici, com’è la loro casa e così via. La perdita totale della privacy dell’uomo che dovrebbe esserne più geloso non è colpa di una spia russa, di una qualche Mata Hari o di un hacker agli ordini del governo cinese, bensì di sua moglie. Shelley Sawers ha messo sulla propria pagina di Facebook, il popolarissimo sito per fare conoscenza sul web, praticamente tutto l’album di famiglia: fotografie intime, dettagli personali, comunicazioni private.

Il primo ad accorgersene non è stato qualche addetto dell’MI6 allo spionaggio elettronico, ma un giornale, il Mail di Londra, che inizialmente non ha quasi creduto a quello che vedeva. Allora ha avvertito il Foreign Office, ovvero il ministero degli Esteri, dal quale dipende formalmente lo spionaggio, e poco dopo ogni traccia di vita familiare è scomparsa dalla pagina di Facebook della signora Sawers.

Ma il danno, ormai, era fatto. Se tra i 200 milioni di persone che usano Facebook c’era qualcuno con un malevolo interesse nei confronti del capo dei servizi segreti britannici, nome in codice “C”, rimasto tale dall’epoca non tanto lontana in cui nemmeno la sua identità e il suo volto potevano essere rivelati, ora costui dispone di informazioni rilevanti. “La sicurezza del capo dell’MI6 potrebbe essere stata compromessa”, afferma una fonte di governo consultata dal quotidiano londinese. E alti esponenti del mondo politico hanno confidato al giornale che l’incidente solleva seri dubbi sulla capacità di un “outsider” come Sawers di dirigere lo spionaggio.

Nell’MI6, per la verità, John Saers cominciò la sua carriera, una trentina d’anni or sono, fresco di laurea ad Oxford. Ma poi entrò nel servizio diplomatico, e per due decenni si è occupato di affari internazionali, non di microfoni, pedinamenti e complotti. Il suo ultimo incarico, che ancora ricopre in attesa di passare all’MI6, è di ambasciatore della Gran Bretagna presso le Nazioni Unite. Fin da quando, il 16 giugno, è stata annunciata la sua nomina, erano circolati pareri contrari, nella convinzione che in una fase delicata come l’attuale, tra minacce terroristiche, tensioni con la Russia di Putin, potenziali conflitti economici con la Cina, il servizio segreto avesse bisogno di un “insider”, uno specialista, un veterano delle guerre di spionaggio. Quello stesso giorno, Shelley Sawers ha messo su Facebook un’annotazione personale rivolta al marito, un messaggio di ironiche congratulazioni: “Adesso i tuoi nipoti dovranno chiamarti Zio C”. C’è il rischio che, a causa dell’ingenuità della moglie, i nipoti dovranno continuare a chiamarlo zio John.

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~ di ilbioss su luglio 6, 2009.

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